VangeloSecondoGiotto

BOVILLE ERNICA

la città dell'Angelo di Giotto e del Sarcofago paleocristiano

 

10 gennaio 2014: La Stella dei magi ed il sarcofago decifrato

 

 

XENIAevento 30 novembre 2012 sul sarcofago paleocristiano

Boville Ernica,tra medioevo e Giotto

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4 Giorni in Ciociaria tra storia e arte

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Mostra

"Il Vangelo secondo Giotto"

Gli affreschi Scrovegni di Padova ...

a Boville Ernica dal 29 marzo 2014

Il Vangelo secondo Giotto. La cappella degli Scrovegni è una fedelissima riproduzione fotografica, in scala 1:4, del capolavoro di Giotto a Padova.
Tra il 1303 e il 1305 Giotto affresca la cappella intitolata a Santa Maria della Carità su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni. Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita per accogliere lui
stesso e i suoi discendenti dopo la morte ed oggi meglio nota come cappella degli Scrovegni, è unanimemente riconosciuta come l’espressione più alta dell’arte medievale. Gli affreschi, dopo un accurato restauro, sono tornati all’antico splendore e qui riprodotti ad alta definizione, rivelando la bellezza e lagenialità della pittura giottesca che influenzò generazioni di artisti e mutò i canoni stilistici della pittura italiana ed europea.
Siamo dentro una Biblia Pauperum, una Bibbia dei poveri. Nella pittura di Giotto tutto partecipa dell’avvenimento di Dio che si fa uomo, un fatto storico che egli mette in scena affinché, attraverso i colori e le immagini, i fedeli possano meditare sulle storie di Maria e di Gesù. Il ciclo pittorico della cappella sviluppa tre temi principali, ciascuno in dodici episodi disposti sulle pareti della navata: l’Immacolata Concezione di Maria, la sua nascita e presentazione al tempio, fino alle nozze con Giuseppe; l’infanzia e la vita pubblica di Gesù; l'apice della Redenzione, con la Passione, Morte, Risurrezione, Ascensione e infine la Pentecoste. Infine il registro basso, nello zoccolo monocromo delle due pareti, presenta le conseguenze morali di quell’Avvenimento: le personificazioni dei sette vizi e delle sette virtù che conducono rispettivamente all’Inferno e al Paradiso del grande Giudizio universale dipinto sulla controfacciata.
Nell’epoca in cui gli artisti bizantini seguitavano a dipingere Santi e Madonne idealizzati, Giotto descrive col pennello i vari episodi della vita di Gesù raffigurando i veri protagonisti della sua storia come uomini di
tutti i giorni, con una tecnica da scaltrito regista e scenografo cinematografico.
In seguito ai restauri del 2002, per ragioni conservative è stato ridotto a pochi minuti il tempo consentito per ammirare questo capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo. La mostra, quindi, offre l’opportunità di guardare gli affreschi con il tempo necessario per cogliere la poesia iconica delle corrispondenze verticali e frontali, del simbolismo dei colori, dei numeri, delle prospettive architettoniche.
Giotto, infatti, assieme a Dante è all’apice di una cultura in cui ogni particolare partecipa di un ordine che tutto abbraccia.
La mostra, prodotta da Itaca, società editoriale e di promozione culturale, è curata dal professor Roberto Filippetti, già noto al grande pubblico perché da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e
adulti all’incontro con la grande arte, letteraria e pittorica, e autore dei due volumi, editi da Itaca, che accompagnano la mostra: L’Avvenimento secondo Giotto. Cappella degli Scrovegni - Padova (tradotto in
cinque lingue) e Il Vangelo secondo Giotto. La vita di Gesù raccontata ai ragazzi attraverso gli affreschi della cappella degli Scrovegni, giunto alla quinta edizione. L’esposizione è stata realizzata grazie al contributo di Regione Veneto e Consorzio Giotto Padova, in collaborazione con l’Azienda Turismo Padova Terme Euganee e con il patrocinio di Provincia di Padova, Comune di Padova e Camera di Commercio di Padova.
Gli oltre 70 allestimenti in nove anni, con più di 250.000 visitatori, confermano la validità di questa mostra didattica come strumento di educazione alla bellezza che nasce dalla fede e la sua destinazione a un largo pubblico di giovani e adulti, a partire dai bambini delle scuole materne.

BOVILLE ERNICA

 

 

Boville Ernica (Bauco fino al secolo scorso) ha origini antichissime e si è sviluppata con tre diverse fasi insediative: una protostorica o preromana, una romana ed una medievale. Le testimonianze delle varie epoche della storia attraversate dalla cittadina, sono conservate nei resti degli insediamenti dell'età del ferro, nelle mura megalitiche di Monte di Fico,

nei reperti del periodo romano e nella cinta muraria medievale con le diciotto torri a base quadrata o circolare, che racchiude ad anello ininterrotto, tutto il centro storico, sorto attorno al X secolo. La storia di Boville Ernica affonda le radici nell'epoca romana. Il nome deriverebbe dalla congiunzione di due parole latine: “bovis” (del bove) e “villae” (città), cioè “Città del dio Bove”. Nella località di Monte di Fico sono stati trovati molti reperti di terracotta raffiguranti il bue. Inoltre, ulteriori reperti ci fanno supporre che nella stessa località sorgesse un tempio edificato in onore di tale divinità. L'appellativo Ernica, è un aggettivo che indica una diramazione della catena dei Monti Ernici, dove sorge la cittadina. Per mille anni fu chiamata Buca, Babuco, Bauco. Questi nomi possono essere derivati dalla natura del colle su cui sorge; infatti ancora oggi si osservano grandi buche o grotte a nord del territorio, le quali spinsero i primi abitanti a chiamare con questo nome la loro dimora: Buca o Bauco. Ma potrebbe anche essere vero il fatto che un tempo il colle fosse boscoso e fosse abbondante di sambuco (vegetazione che ancora si riscontra): sambuco-bambuco-banbucus-bauco. Una ulteriore e probabilmente più attendibile interpretazione, basata sulla classificazione di studiosi come il Coarelli che annovera Boville tra le città volsche e non erniche, vede nella cittadina l'antica Luca dei Volsci, mitica città del popolo volsco. Esiste ancor oggi nel territorio una contrada con toponimo di possibile derivazione : La Lucca. Un tempo la cittadina sorgeva al piano ma, avendo subito totale distruzione dai Saraceni e nel 939 dagli Ungheri, gli abitanti si trasferirono sul colle, sia per cercare maggiore sicurezza, sia perché attratti dalla fama del santo pellegrino Pietro Ispano, il quale, giungendo dalla Spagna, dopo aver combattuto in difesa della religione cristiana, aveva qui posto la sua dimora vivendo in una grotta. Grazie alla posizione strategica ed al baluardo costituito dalle mura, nel 1204 i baucani riuscirono a respingere gli attacchi delle truppe del regno di Napoli che intendevano attaccare lo Stato Pontificio. Il Papa Innocenzo III, per ringraziare i valorosi cittadini donò loro l'autonomia amministrativa. Ebbe inizio così una “repubblica” che governata a turno da dodici famiglie, andò avanti per più di quattrocento anni, caratterizzati dalla pace e dalla ricchezza.

Le bellezze storico-artistiche di Boville Ernica, sono circondate dalla cornice naturalistica delle valli del Sacco, del Liri e del Cosa. Camminando intorno alla cinta muraria, ammirando le torri e gli archi delle porte d'ingresso alla città, si può contemporaneamente volgere lo sguardo sullo splendido panorama dell'intera Ciociaria

La passeggiata attorno alle mura del paese ci offre anche la vista sulla flora dei Monti Ernici, gli uliveti ed i vigneti, vanto delle produzioni vinicole ed olearie locali. Percorrendo l'anello della strada che affianca le mura, sono visibili i territori di ben 72 comuni diversi appartenenti a 6 province di 4 regioni diverse (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise). Il particolare fascino di queste vedute è stato descritto ed esaltato da letterati come Cesare Zavattini ed illustrato da artisti famosi come Giovanni Fattori, che per alcuni periodi della loro vita hanno soggiornato a Boville. Le mura difensive, che facevano di Bauco un paese inespugnabile, sono così ben conservate che ancor oggi la chiusura dei cancelli delle tre porte cittadine, impedirebbe ogni accesso al borgo. Passeggiare nelle vie del centro, è come fare un salto indietro nella storia: i vicoli, le facciate delle antiche residenze con le finestre a bifora, i palazzi gentilizi rinascimentali, le chiese, ricche opere d'arte, ci sorprendono in ogni angolo. La sorpresa continua se proviamo ad entrare, ad esempio nella chiesa di S. Pietro Ispano, dove oltre ad un sarcofago paleocristiano con una decorazione a bassorilievo importante e studiata dagli storici di tutto il mondo,

 

è conservata l'unica opera a mosaico di Giotto, l'Angelo,

proveniente dall'antica basilica costantiniana di S. Pietro di Roma e che il Monsignor Simoncelli, segretario del Papa Paolo V Borghese, riuscì a preservare dalla distruzione durante i lavori di ammodernamento e a portare nel suo paese, insieme ad altre importanti opere del Sansovino (la Madonna con Bambino) e del Bregno, che si possono ammirare nella stessa chiesa. Di poco posteriori all'epoca di Giotto, sono gli affreschi rinvenuti nei restauri dell'ex chiesa dell'antico convento di S. Francesco, mentre in S. Stefano si trova una splendida raccolta di tele di scuola bolognese del XVII secolo. In S. Michele Arcangelo è conservata una tela del Cavalier D'Arpino ed il monumento funebre del Cardinale Ennio Filonardi. Il famoso prelato, le cui doti furono premiate da ben sei Papi, nel XVI secolo, periodo in cui operò come Nunzio Apostolico, agì con grande diplomazia riuscendo a salvare gran parte della Svizzera dalla riforma luterana. Rivestì molte cariche importanti tra cui quella di governatore di Castel S. Angelo a Roma. Fu proprio il Filonardi che commissionò a Benvenuto Cellini, suo amico, il busto argenteo di S. Pietro Ispano ancor oggi conservato a Boville. Altro illustre cittadino fu il poeta Desiderio De Angelis, apprezzato ed incoronato dell'alloro poetico dal doge di Venezia nel XVII secolo. Il suo monumento funebre si trova nella collegiata di S. Michele Arcangelo. Poco prima dell'ingresso al paese si trova il monumento a ricordo della battaglia risorgimentale che nel 1861 si svolse a Bauco tra piemontesi e truppe borboniche.

Testo di Paola D'Arpino, tratto dalla brochure di Boville Ernica.

 

Da visitare :

- La Cinta Muraria Medievali, le 18 torri, le tre Porte

- Chiesa di S. Pietro Ispano

- Mosaico dell'Angelo di Giotto

- Sarcofago paleocristiano della Natività

- Castello Filonardi (solo a Pasqua e Pasquetta)

- Palazzo Simoncelli

- Chiesa di S. Michele Arcangelo

- Chiesa di S. Francesco

- Chiesa di S. Stefano

 

 

Gli Uomini e le Donne Illustri

- Mons. Giovanni B. Simoncelli
- Cardinale Ennio Filonardi
- Desiderio De Angelis (Poeta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ristorante Pizzeria

"Locanda Di Giotto"

Di Bonanni Paolina Ristorante, Pizzeria, Locanda, Ostello - Boville Ernica - Frosinone Corso Umberto Primo, 14 Tel. 0775 379633

 

 

 

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