GuidaTuristicaTerracinaETempiodiGioveAnxur

TERRACINA

e tempio di GIOVE ANXUR

 

 

TERRACINA

 

Da visitare :- Arco quadrifronteForo Emiliano - Basolato della via Appia - Teatro Romano - Capitolium - Torre frumentaria - Cattedrale di S. Cesareo - Palazzo Venditti - Palazzo della bonficazione pontina e resti della Basilica forense romana - Tempio di Giove Anxur - Piazza Garibaldi e Chiesa del Santissimo Salvatore - Porto - Viale Circe

L'antica città ebbe il nome di Tarracina (Ταρρακινή in greco antico), derivante presumibilmente dal vocabolo etrusco Trachna. Nei racconti mitologici la città fu identificata con il paese dei Lestrigoni o con la sede della maga Circe (Odissea). L’Acropoli di Terracina, fu il luogo da cui, come racconta OmeroUlisse salì per guardarsi intorno, osservando il contorno dell’isola Eea (attuale promontorio del Circeo). Il centro abitato era situato in collina, a ridosso dei monti più alti.

Sembra che la città sia entrata nell'orbita romana già alla fine del VI secolo a.C.: secondo Tito Livio. Terracina viene successivamente menzionata nel primo trattato tra Roma e Cartagine, riportato da Polibio e datato al primo anno della Repubblica romana (509 a.C.).

Negli ultimi anni dello stesso secolo sarebbe stata occupata (o rioccupata) dai Volsci, che le diedero il nome di Anxur, come riporta Plinio. Riconquistata dai Romani nel 406 a.C., e poi ancora una seconda volta nel 400 a.C, vi fu dedotta nel 329 a.C. la colonia romana, che inizialmente prese il nome di "Colonia Anxurnas". Ai Volsci o ai Romani potrebbero riferirsi resti di mura di fortificazione in opera poligonale.

Nel 312 a.C. vi passò la via Appia, che collegava Roma con Capua e la città crebbe di importanza, cominciando ad espandersi nella pianura, in collegamento con lo sfruttamento agricolo del territorio, mentre la città più antica venne progressivamente trasformandosi in zona monumentale. Importanti trasformazioni urbane avvennero sotto Lucio Cornelio Silla (inizi del I secolo a.C.), al quale si devono la costruzione del teatro e la ricostruzione in forme scenografiche del tempio di Giove Anxur sulla cima del monte Sant'Angelo.

Tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C. si ebbe la ricostruzione del "Foro Emiliano", che fu pavimentato da un magistrato locale della famiglia degli Aemilii e dotato di portici e di nuovi edifici civili e religiosi. Nel 69 la città fu teatro di uno degli ultimi scontri dell'anno dei quattro Imperatori: l'assedio di Terracina. All'epoca di Traiano si deve il taglio del Pisco Montano per un'altezza di 128 piedi romani (37,88 m), che permise il nuovo tracciato della via Appia, e la ricostruzione del porto.

............................................... ............................................... .................
Agli inizi del V secolo l'ultimo intervento cittadino riguarda l'erezione di una nuova cinta di mura che racchiuse anche parte della città bassa.

In epoca bizantina fu un'importante piazzaforte militare. Nell'VIII e IX secolo, fece parte del nascente Stato pontificio e fu interessata dalla fondazione di alcune chiese urbane e di monasteri e santuari dei martiri fuori della città.

Il Duomo di S. Cesareo fu edificato tra V e VI secolo utilizzando ciò che restava di un antico tempio romano a cinque navate del foro cittadino. L'edificio subì diversi interventi e restauri, tra cui quello dell'XI secolo con la consacrazione al patrono della città san Cesareo del 1074, quello del XIII secolo e soprattutto il restauro settecentesco, che ridusse la chiesa da cinque a tre navate con la costruzione di cappelle laterali e la copertura a botte del soffitto al posto delle capriate romaniche.

Nel 1074 venne solennemente consacrata la cattedrale dal vescovo Ambrosio e qui ebbe luogo nel 108 8il conclave e  l'elezione di papa Urbano II

......

Nel XVI secolo la malaria provocò una continua diminuzione della popolazione (nel 1572 si era ridotta a circa 150 abitanti). A partire dal 1785 papa Pio VI diede nuovo impulso alla città, avviando la bonifica delle paludi pontine, organizzata intorno al nuovo insediamento di Borgo Pio, sul nuovo canale, scavato nell'antico porto insabbiato. Sorsero diversi edifici pubblici: il palazzo del "Pozzo del Grano" o dei "Granari", oggi palazzo Cardinali, costruito come magazzino e dotato di un piccolo porto circolare (lo "Squero"), poi interrato; "Granai dell'Abbondanza" e "Palazzino Camerale", sorti sul molo settentrionale romano, distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Vi si ebbero anche costruzioni di edilizia popolare (ad esempio le "Case Pellegrini" per i pescatori, oggi scomparse) e la piccola chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, edificata nel 1783 e ridotta in rovina dai bombardamenti, era stata voluta dal papa come parrocchia del nuovo borgo marinaro.

Il futuro sviluppo della città venne impostato secondo un progetto urbanistico coerente, impostato sull'asse del canale e della "strada Pia" (via Roma). Lungo questa via principale Giuseppe Valadier progettò nel 1794 la neoclassica semicircolare piazza Garibaldi, che venne realizzata progressivamente nel secolo seguente dagli architetti Pietro Bracci e Antonio Sarti e dall'ingegnere Luigi Mollari, e la chiesa del SS. Salvatore.

.............

 

 

Web Design&Admin © StudioProgettazione