GuidaTuristicaPATRICA

PATRICA

 

 

Da visitare :
........PATRICA
I Prodotti tipici

Centro storico

Palazzo Spezza e giardino

Chiesa di S. Pietro

Chiesa di S. Francesco Saverio

Chiesa di S. Giovanni Battista

Chiesa di S. Rocco

Chiesa della Madonna della Pace

La Quercia Monumentale Secolare

Biblioteca "Libero De Libero"

Sede Comunale Piazza Municipio
CAP 03010
Telefono 0775/807821
Codice Fiscale 002830?0605
Popolazione Residente 3.173 (M 1.587, F 1.586)

Densità per Kmq: 117,4
Superficie: 27,03 Kmq

450 m s.l.m.

La ROVERELLA di Patrica

Roverella - Patrica - Casetta del Colle

Circonferenza m. 7,10
Altezza m 30
Chioma m 34
Età anni 500 (?)

"La pianta "abita" in località Casetta del Colle, ...La grande Quercia apparteneva, da sempre, a una famiglia nobile, i conti Spezza. Forse proprio a questo particolare si deve la sua sopravvivenza attraverso i secoli: essa potrebbe aver rappresentato una certa continuità nelle tradizioni di famiglia; non siamo però riusciti a stabilire alcun contatto diretto con l’ultima discendente, la signora Anna Maria Spezza.
Circa la fama di cui gode il gigante, sono sufficienti le parole dei coniugi Cristini: “Se qui ci fosse un santuario dove appare la Madonna, non ci sarebbe un pellegrinaggio così affollato!” Qualche tempo fa arrivò perfino un tale dall’Australia che, trascorrendo alcune
settimane di vacanza nei dintorni, si recò più volte a far visita alla Quercia, per il
puro piacere di ammirarla. Quando ripartì, aveva le lacrime agli occhi, per il dispiacere di non poterla portare con sé.
Dopo la pubblicazione di una sua superba foto nel più volte citato volume del Bortolotti, la fama della Quercia si espanse sempre più, generando una folta schiera di adoratori. Fra questi, c’era un industriale del settore laterizio, Luigi Marignani, di Frosinone. Si innamorò a tal punto della stupenda Quercia, che propose alla contessa di acquistare tutto il podere e fu tale la sua insistenza, ma
soprattutto tanto elevata la somma offerta, che la proprietaria non poté dire di
no....."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'enorme Croce di Cacume, fatta erigere da Leone XIII nel 1903 in memoria del Giubileo del 1900.

«...Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,

montasi su Bismantova e 'n Cacume

con esso i piè; ma qui convien ch'om voli; »

(Dante, Purgatorio, canto IV)

"Pratica meia": ... nido du rundinella / sop'a 'nu scoglio du i Monti Lepini, / balcono a 'na vallata bella...

( Erminio Giuseppe Bufalini, Ricordi di Patrica e Poesie patricane)

Pàtrica è un fiabesco paese della valle del Sacco , situato a pochi chilometri da Frosinone . Sorge a ridosso dei Monti Lepini , a 450 m s.l.m. su un colle vicino a monte Cacume , posto in posizione dominante sulla Valle del Sacco.

Oltre al monte Cacume, i maggiori rilievi sono quelli della Punta di Mastro Marco , 909 m s.l.m, del Colle lo Zompo , 768 m s.l.m., del Colle Calciano , 793 m s.l.m. e della Punta di Ciulluzzo , 808 m s.l.m.

Nel territorio comunale, il Sacco ha la sua seconda cascata in località Tomacella, e ivi nasce il fiume Monteacuto .

I primi documenti che parlano del centro, risalgono al IX secolo quando nell'anno 817, Ludovico I, figlio di CArlo Magno, con l' "Atto di Donazione" conferma al papa Pasquale I il possesso dei domini della Chiesa, tra cui il CASTRUM PATRICIAE CUM TERRE ET CACUMIN

Nei secoli seguenti Patrica su feudo dei Da Ceccano, della Camera Apostolica,dei Colonna.

Dopo la Rivoluzione Francese e l'era Napoleonica con la restaurazione, come in molti altri centri ciociari, il brigantaggio diventa un fenomeno dominante. ma diverso da quello filo-borbonico della bassa Ciociaria, e si manifesta in una banda tutta patricana, capeggiata da Francesco Del Greco, detto "Il Cecchetto", che vede tra i componenti l'unico prete brigante, Don Nicola Tolfa, e Pietro Masi, il primo storico del brigantaggio. La banda opera in un periodo in cui la società patricana sta cambiando con la formazione di una ricca borghesia agraria rappresentata dalle famiglie Spezza, Magni, Vitelli, Giammaria ed è proprio contro la famiglia Spezza, che la banda compie un fatto eclatante: il sequestro di Nicola Spezza.

LA ROCCA (VIII-IX sec.)

L'edificazione della struttura difensiva, che oggi viene chiamata "Cittadella", risale al VIII-IX secolo d. C.. Prima con la sola funzione di fortilizio d'avvistamento e prigione, in seguito nel secolo successivo si sviluppa anche un nucleo abitativo, . La Rocca sorge su un alto e inaccessibile sperone di roccia a un'altezza di 480 metri e anticamente era formata da una serie di strutture: il mastio, ormai ridotto a rudere, alloggiamenti militari, scuderie e cisterne, quasi interamente smantellate tra il XVIII e XIX secolo. Il versante Sud-Est era caratterizzato da una torre di forma quadrangolare detta "Torre delle Ravi" e munita di una cinta muraria, inglobata nel XVII secolo nell'edificio chiamato "Montano". Anche la Rocca viene menzionata nell'anno 817 d.C. nell'atto di Ludovico I il Pio; in numerosi documenti risalenti al X-XI Secolo e nel 1224 nel testamento di Giovanni Conti da Ceccano. Nel periodo della famiglia Annibaldi, subentrata nel 1291 ai "da Ceccano" nel Castrum si sviluppò una corte feudale annessa alle fortificazioni della Rocca, di cui oggi se ne ritrova traccia nella via detta "piano della Corte" e nelle strutture che nel Rinascimento furono inglobate nella costruzione di Palazzo Spezza. Una leggenda vuole che nel mastio fu rinchiusa Silveria Patricia, figlia di Rotrudo Patricio, signore di Patrica Nel gennaio del 1495 venne espugnata e messa a ferro e fuoco dalle milizie del Re Carlo VIII di Valois; In seguito la rocca verrà in parte ricostruita tenendo conto delle nuove necessità difensive: la parte Sud del mastio venne munita di torri circolari caratterizzate da feritoie-cannoniere, mentre la torre delle Ravi venne rinforzata da un contrafforte (ancora visibile). Tra il 1556 e il 1557, durante la guerra tra Paolo IV e gli spagnoli del vice-reame di Napoli, la Rocca di Patrica venne occupata due volte, particolarmente violenta fu la seconda occupazione, operata da Marcantonio Colonna e dal barone di Feltz. Il feudo venne ceduto nel 1599 alla famiglia Santacroce con il titolo di marchesato e nel 1625 da questi passò ai Colonna. Tra il 1759 e il 1762 la Rocca e parte delle antiche terre feudali vennero concesse al conte Nicola Spezza, il quale venne così in possesso di un vasto complesso "con annessi privilegi, prerogative ed esenzioni" tuttora appartenente agli eredi della nobile Casata.

(bibliografia del testo sulla rocca : http://palazzo-spezza.blogspot.it/)

 

IL GIARDINO PENSILE di PALAZZO SPEZZA



Oltrepassando il Ninfeo si percorre il "Corridoio prospettico" del giardino pensile principale; il giardino risale al XVI secolo; la forma attuale è dovuta ad una risistemazione del XVII secolo; Il giardino è un tipico esempio di giardino "all'italiana"; si è stimato che alcuni bossi abbiano oltre seicento anni; i bagaroli (Spaccasassi - Celtis australis) del viale e altri alberi (pini e cipressi) hanno un'età compresa tra i 300 e i 500 anni.

Il piazzale in fondo al giardino, detto "la Rotonda", è stato realizzato nei primi anni ottanta del secolo scorso con materiali di recupero provenienti dalla Palazzina di monsignor Angelo (l'ex-Caserma); la fontana del leoncino e gli elementi architettonici in peperino (parti dell'antica balaustra della Palazzina) risalgono al XVIII Secolo.

Dalla Rotonda è possibile ammirare i resti del mastio della Rocca di Patrica.

bibliografia del testo sulla rocca : http://palazzo-spezza.blogspot.it/)

 

In periodo risorgimentale, il centro visse momenti di contrasti e di lotta interna in relazione a fatti contingenti, come la costruzione e la gestione dell'acquedotto portato a termine nel 1863 e le diverse opere pubbliche che prendono l'avvio in questi anni (la piazza, il lavatoio, l'ospedale, le strade, ecc.).

La seconda guerra mondiale

Nell'autunno del '43 Pàtrica è avanposto a pochi chilometri dal fronte. Tra settembre ed ottobre vi si insedia e si rafforza un presidio della divisione Hermann Goering che estromette dalle case la popolazione del centro urbano, che si rifugia sulle montagne .

Dopo i tragici eventi di Cassino le truppe alleate sfondano la Linea Gustav e lungo la direttrice della Valle del Sacco avanzano le truppe francesi, che incorporano truppe nordafricane, i cosiddetti goumier , che entrano in città il 31 maggio 1944, dopo la ritirata dei tedeschi, che si lasciano alle spalle ponti e cabine elettriche distrutti

Come altri centri del frusinate, subì nei giorni immediatamente successivi strupri di massa attuati dai goumier francesi , ai danni di donne e anche uomini di tutte le età, indicati con il termine marocchinate

La strage di Patrica

La mattina dell'8 novembre 1978 il Procuratore capo della Repubblica presso Frosinone, Fedele Calvosa fu ucciso in un agguato mentre era diretto da Patrica a Frosinone a bordo dell'auto di servizio, una Fiat 128 blu, sulla quale viaggiavano l'agente di scorta Giuseppe Pagliei, nato a Giuliano di Roma e l'autista Luciano Rossi, di Sgurgola , anch'essi rimasti uccisi.

L'attentato fu rivendicato dalle Formazioni Comuniste Combattenti . poi arrestati, processati e condannati all'ergastolo.

 

Il prodotto d'eccellenza è la "Zazicchia" di Patrica, salsiccia di suino con carni magre di qualità come spalla, pancetta e fondello opportunamente salate e aromatizzate con spezie che ne caratterizzano la particolarità come: aglio fresco,scorze d'arancia, finocchietto selvatico e peperoncino. Per esaltare al massimo le caratteristiche organolettiche degli ingredienti, Particolarmente gustosa anche la "Zasicchia" "secca" da affettare e la cui stagionatura avviene molto lentamente..

 

Gli Uomini e le Donne Illustri

 

- Libero De Libero - Scrittore, Poeta

- Licinio refice - Musicicsta

 

 

 

 

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