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FROSINONE

Da visitare :

FROSINONE

Gli Uomini e le Donne Illustri

Cattedrale S. Maria, Museo archeologico, Madonna della Neve, Fontana De Carolis

Città volsca con il nome di Frusna poi divenuta romana con nome Frùsino, nella piana del fiume Cosa è stata spesso soggetta a molteplici devastazioni e saccheggi; conserva cosi poche ma importanti tracce del proprio passato, come le rovine dell' anfiteatro , i reperti conservati nel museo archeologico cittadino e il monumento funerario del II secolo in località Sant'Angelo.
-S. Ormisda e Silverio (papa), Nicola Ricciotti (patriota), Alberto Bracaglia (pittore), Anton Giulio Bragaglia,Luigi Angeloni, -Giovan Battista Maccari, Giuseppe Leopoldo Maccari, Carlo Guglielmi, Pietro Tiravanti

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Cattedrale

Museo Archeologico

Edificio Tiravanti

Ritrovamenti in diversi luoghi nel territorio, come i manufatti in pietra del Paleolitico inferiore (circa 250.000 anni fa) rinvenuti in località Selva dei Muli , testimoniano di antichissimi insediamenti nella zona.

Sempre nella stessa località, circa 4.000 anni or sono, esisteva un ampio abitato eneolitico . Nel millennio successivo la presenza umana si sarebbe diffusa nel territorio, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti nella parte alta della città (là dove sorgerà successivamente la cittadina volsca e romana), riferibili all' Età del bronzo finale ( XII - X secolo a.C. ), e nelle località Fontanelle e Fraginale, costituiti sia da resti degli antichi abitati, che da alcune sepolture databili intorno al VII - VI secolo a.C. È già volsca la necropoli casualmente scoperta presso l'odierno piazzale De Matthaeis, che comprende 21 tombe del VI- V secolo a.C. .

Non ci è dato sapere di un eventuale ruolo della città nelle guerre che videro contrapposti i Volsci ai Romani , sappiamo invece che nel 306 a.C. la città fomentò assieme alla Lega Ernica una ribellione al dominio di Roma : come punizione il suo territorio fu ridotto di un terzo (che passò alla vicina Ferentino , rimasta fedele all'Urbe), fu saccheggiata e i capi della rivolta, deportati a Roma, vennero pubblicamente decapitati ( 303 a.C. ). Fu in seguito devastata dall'avanzata di Annibale lungo la Via Latina (durante la II guerra punica ), alla quale non volle arrendersi: questo le meritò l'appellativo, datole da Silio Italico , di Bellator Frusino , che tuttora campeggia nello stemma cittadino: romani nella battaglia di Canne ("a duro Frusino haud imbellis aratro", VIII, 398).

Sappiamo che sotto la dominazione romana fu municipio con diritto di voto e fu iscritta alla tribù Ufentina; in epoca imperiale divenne colonia e parte delle sue terre vennero assegnate ai veterani, forse anche per contrastare un progressivo spopolamento.

Sulla diffusione del Cristianesimo a Frosinone non si hanno notizie certe, ma si ritiene che sia esistita un'antica diocesi ; a Frosinone nacquero due pontefici, Ormisda e Silverio (unico caso di due papi padre e figlio), oggi patroni della città.

Anche se negli ultimi decenni sono stati ritrovati numerosi reperti custoditi in vari musei, per esempio la celebre statua di Marte che si trova a Roma, a Villa Torlonia che fu rinvenuta nel 1744 nella zona che ancora oggi si chiama Colle Marte.

«  Fert concitus inde per iuga celsa gradum, duris qua rupibus haeret, bellator Frusino  »

( Punica XII, 39 )

Silio Italico loda Frusino anche nel corso dell'elencazione degli alleati

 

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